Una vacanza avventurosa
Di questi tempi solo a sentire parlare di Libia le sensazioni si acuiscono, quando si visita il suo deserto un profondo senso di libertà si diffonde alla vista dei primi spazi aperti e con le prime cerchie di un orizzonte lontano.
Siamo tutti sbalorditi di fronte a una bellezza che immaginavamo grande, ma non così grandiosa.
Ci mancano le parole, ma dalla gioia dei nostri sguardi si evince un incontenibile desiderio di correre, di spingersi verso l’infinito, sempre più in là, sempre più lontano dalle luci e dalle voci, per ascoltare soltanto il silenzio del deserto.
E inizia così il divertente gioco di scavalcare le dune in Jeep, si sale, le ruote sembrano sprofondare e poi improvvisamente si apre il vuoto. Come se fossero piume le macchine scivolano giù, leggere, con inspiegabile facilità.
Da lontano si vede la grande oasi di Gadames, riconosciuta dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità nel 1986. Non è un caso infatti se per gli arabi Gadames è la perla del deserto.
La città è uno dei più antichi centri della regione subsahariana che conserva egregiamente gli edifici e gli stili della tradizione locale.
L’impatto con l’antico abitato è reso straordinario dal continuo e perfetto alternarsi di colori: le palme verdi, le abitazioni con il bianco acciecante della calce, un profondo azzurro dal cielo e una strana, penetrante luce che filtra dall’alto contribuiscono alla magia di questo posto.