Se un viaggio può idelmente iniziare a partire da un ponte un viaggio ideale tra le vette della Spagna dovrebbe iniziare dal ponte che ha dato il nome alla cittadina di Ponte da Lima.
Fu costruito dai Romani e si dice che sia qui a segnare il primo passaggio delle regioni che nel 137 a.C. avanzavano alla conquista della penisola iberica. Fu allora che avvenne il famoso episodio riferito da Livio, che ci racconta come i soldati romani, appena giunti in riva al fiume, si rifiutarono di attraversarlo, convinti si trattasse dell’ete, il mitico fiume dell’oblio, le cui acque avevano il potere di far dimenticare ai navigatori la loro patria, le case e gli affetti.
Fu così che il console decimo Julio Bruto, che aveva condotto i legionari fin qui attraverso la Spagna, per convincerli a proseguire afferrò il vessillo, attraversò le acque e gridò poi dall’altra sponda i nomi dei suoi legionari, per dimostrare che la sua memoria era rimasta intatta.
Paradossalmente risalendo il letto di questo che si credeva il fiume dell’oblio ci si addentra tra la teste della cima delle serre di Pineda e Jerez, scoprendo un territorio che si apre come un arca di memorie remote e di natura primordiale.
E’ una natura incantatrice, che nel suo sconfinato dominio di granito sembra abbia voluto creare installazioni metamorfiche che appaiono nel paesaggio come segni sparsi di un rebus indecifrabile.
L’immobile tartaruga che pare aver fermato anche il moto del tempo, o l’immensa lucertola che sembra fare da guardia a un baluardo inespugnabile suscitano, come il teschio o la torre, il sospetto che sia il risultato di un sogno.